La lettura di libri, principalmente con immagini, è uno degli strumenti pedagogici più duttili e stimolanti che le educatrici possono usare con i bambini di asilo nido, per questa ragione la lettura al nido assume connotati diversi da quanto sarà nelle età successive. Il libro è uno strumento didattico che deve essere, nella maggioranza dei casi, mediato ai bambini da parte dell’educatrice con una lettura e drammatizzazione adeguata. I tipi diversi di lettura all’asilo nido sono:
LA GIORNATA EDUCATIVA
L'ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA
- Accoglienza
- Merenda
- Cambio
- Attività strutturate e laboratori
- Gioco libero
- Pranzo
- Cambio, ci si prepara per la nanna e si saluta chi va via
- Riposo
- Cambio
- Gioco libero
- Uscita
LA ROUTINE
È costituita da tutte quelle attività ed azioni che, ripetendosi sempre uguali nel corso delle giornate di vita sociale, danno una scansione temporale agli avvenimenti, al succedersi dei tempi e degli spazi, contribuendo a dare al bambino sicurezza, fornendogli la possibilità di prevedere gli eventi futuri, dandogli modo di gestire il “tempo” ed appropriarsi dei tempi, non avendo ancora le strutture mentali tali da gestire la successione temporale degli avvenimenti. Saranno quindi le educatrici ad avere cura nel ripetere in modo “sempre uguale” l’accoglienza, il pasto, il cambio, il sonno. Questi momenti della routine quotidiana per il bambino piccolo non rappresentano momenti in cui vengono solamente soddisfatti i bisogni primari come la fame, il sonno, la sete, ma sono occasioni in cui sperimentare abilità manipolative, esperienze sensoriali e cognitive, acquisire gradualmente la propria autonomia e vivere rapporti sociali con altri bambini.
L’ACCOGLIENZA
È il momento più delicato della giornata. Lasciare il genitore è sempre faticoso ed è per questo che le educatrici cercano di rispettare i bisogni di ogni singola coppia bambino-genitore, offrendo loro un ambiente caldo ed accogliente ed un atteggiamento affettuoso e rassicurante per entrambi. Le educatrici accoglieranno il bambino proponendogli situazioni di gioco interessanti e coinvolgenti.
IL CAMBIO
E’ il momento di massima intimità individuale tra il bambino e l’educatrice. L’educatrice offre al bambino la propria disponibilità affettiva attraverso gesti e parole che comunichino benessere e sicurezza, nel rispetto delle distanze che il bambino può voler imporre e, attraverso un contesto di gioco con l’acqua, guidarlo alla conoscenza del proprio corpo. Le addette al cambio inoltre sono assistenti all’ infanzia specializzate, attraverso una costante formazione, a svolgere questo tipo di mansione.
L’ATTIVITÀ STRUTTURATA E LABORATORI CREATIVI
L’attività strutturata è la proposta ludica, studiata e programmata, che offre uno spazio in cui il bambino può conoscere, sperimentare ed esplorare materiali differenti. L’obiettivo è fare esperienze diverse da quelle che potrebbe compiere nell’ambito familiare; essa si esplica attraverso il gioco, il modo più naturale per i bambini di comprendere come funzionano il mondo e la realtà. Il gioco con i compagni, invece, trasmette la consapevolezza di regole di comportamento che è necessario rispettare per divertirsi tutti insieme.
Le attività strutturate riguardano alcuni ambiti principali: autonomia personale, attività sensoriali, attività per lo sviluppo del linguaggio, della capacità di socializzare e di relazionarsi.
Le finalità consistono nell’acquisizione e lo sviluppo di varie competenze, come l’autostima, l’autonomia, l’indipendenza, la coordinazione, la concentrazione, l’ordine, il controllo della motricità grande e fine, le competenze logiche, il linguaggio, i comportamenti sociali.
Nel gioco strutturato, le educatrici hanno un ruolo chiave: propongono al piccolo le diverse attività con obiettivi specifici, per esempio stimolare lo sviluppo dicostruzioni logiche e astratte e potenziare le caratteristiche individuali del bambino. Ogni gioco è svolto con particolare attenzione alla socializzazione con i coetanei. I percorsi proposti valorizzano le fasi di crescita del bambino, sono pensati per sollecitare l’autonomia e il protagonismo ed esaltano le azioni legate allo sviluppo psichico e intellettuale. La pittura e il disegno, le costruzioni, gli incastri, i collage, la manipolazione, il gioco euristico, le attività di travasare e riempire, vestirsi e travestirsi, sfilare e infilare sono solo alcuni esempi delle molteplici potenzialità esplorate con i nostri bambini.
Infine i laboratori creativi permettono di crescere e sperimentare insieme divertendosi tra colori, segni e disegni, attraverso percorsi artistici, workshop e laboratori per creare.
IL PRANZO
E’ caratterizzato da una ritualità di gesti e comportamenti che offre al bambino un contesto rassicurante, che lo riporta al suo legame affettivo con la mamma. E’ quindi un momento ricco di emozioni dove l’educatrice con pazienza e disponibilità si prenderà cura di lui. Mangiare insieme è un’azione educativa e didattica che va resa piacevole e attesa con gioia da tutti; i bambini imparano a riconoscere i profumi, i sapori, il piacere di stare tutti insieme scegliendo il proprio posto a sedere. Nel piatto il bambino riceve dapprima una quantità di cibo molto piccola per non spaventarlo e permettergli di scegliere se ne vuole ancora o no. Il clima relazionale è importante: l’educatrice non forza, non sollecita, non rimprovera, sta seduta con i bambini e li aiuta chiacchierando serenamente con loro, li lascia liberi di dialogare, sorride ai pasticci nei piatti, fa conoscere cibi nuovi senza imporre il consumo. Il gioco manipolativo – creativo con il cibo ha pieno diritto di esistere, inoltre ben presto subentra nei bambini la soddisfazione di maneggiare le posate “come i grandi”
IL RIPOSO
per il bambino significa lasciare “ il certo per l’incerto” in un ambiente diverso dalla propria cameretta e dal proprio lettino. Quindi un’esperienza molto delicata che, da parte dell’educatrice, va resa serena cullandolo, accarezzandolo, facendogli usare il ciuccio, l’orsetto o altro, portandolo così al rilassamento e al sonno.
L’USCITA
In questa parte della giornata occorre creare un’atmosfera tranquilla e rilassata per non alimentare nel bambino una sensazione di “ansia da attesa” del genitore. Questo momento offre la possibilità ai genitori e alle educatrici di interloquire fra loro, scambiandosi informazioni e ponendo domande sull’andamento della giornata trascorsa. Le educatrici rispetteranno comunque il bambino che, in questo momento di ricongiungimento, ha bisogno di essere al centro dell’attenzione e sentire che il genitore è lì per lui.